La Turchia è una terra di straordinaria bellezza, ricca di storia, cultura e paesaggi mozzafiato. Cosa c’è di meglio che visitarla sue due ruote?
Gli itinerari in moto in Turchia sono un’infinità e ce n’è per tutti i gusti, ma il denominatore comune di tutti è il fascino che si respira ogni singolo chilometro percorso in questa terra. Cercheremo di raccontare quelle che sono le tappe più belle da percorrere in moto in Turchia e proveremo a fornire una serie di consigli pratici affinché il viaggio in moto si trasformi in un’esperienza indimenticabile.
Itinerario 1: Costa del Mar Egeo
La costa del Mar Egeo è la prima che si incontra quando, in sella alla propria moto, si arriva in Turchia dal confine greco: la costa è molto varia sia geograficamente che da un punto di vista urbanistico. Vi si trovano, infatti, spiagge meravigliose e luoghi balneari di ottima qualità, ma non mancano anche poli siderurgici ed enormi zone industriali.
Per scegliere dove fermarsi sulla costa del Mar Egeo, cercando di evitare le zone degradate e di scarso interesse, è necessario documentarsi un po’ prima di partire; la costa si sviluppa per centinaia e centinaia di chilometri in direzione nord-sud e ci sono moltissimi luoghi degni di una visita.
Appena entrati in Turchia dalla regione greca della Tracia alla frontiera di Ipsala, si ha subito la possibilità di vedere lo stretto dei Dardanelli e seguire per la penisola di Gallipoli; il primo di enorme importanza commerciale e strategica, collega il Mar Egeo al Mar di Marmara e permette ai naviganti di raggiungere poi il Mar Nero. La penisola di Gallipoli è invece nota, oltre che per il suo splendido mare, per la Campagna di Gallipoli o Battaglia di Gallipoli; si trattò di una campagna militare intrapresa dagli Alleati nel corso della prima guerra mondiale per “liberare” lo stretto dei Dardanelli ed arrivare a Costantinopoli (l’attuale Istanbul) così da costringere l’Impero ottomano alla resa e, in ultimo, per ristabilire comunicazioni e vie di commercio con l’Impero russo, attraverso il Mar Nero.

Lo stretto può essere attraversato a bordo di piccole imbarcazioni che collegano le due sponde in pochi minuti di navigazione; gli imbarchi sono frequenti sia dalla cittadina di Eceabat, sia da Kilitbahir. Per chi non sopporta traghetti e barche, l’alternativa è il gigantesco ponte (1915 Çanakkale Bridge). Ultimata nel 2022 quest’opera colossale, che unisce il continente asiatico a quello europeo, rappresenta il ponte con la campata sospesa più lunga al mondo; ben 2023 metri sospesi sulle acque dello stretto dei Dardanelli.
Scendendo a sud non si può non segnalare l’antica Troia, a pochi chilometri dalla vivace e piacevole città di Canakkale e la bella costa nei pressi di Asso e Babakale. Negli ultimi 10/15 anni tutta la viabilità della zona è stata completamente rinnovata a favore dei tempi di percorrenza, che si sono molto ridotti, ma a discapito di chi, come noi, viaggia in moto; infatti la maggior parte di quelle che erano le vecchie arterie stradali, spesso molto tortuose e strette, talvolta non proprio in perfette condizioni di manutenzione, sono state sostituite da grandi e veloci strade che, dal punto di vista motociclistico non sono il “top”. Ma per i più audaci e intraprendenti, ci sono ancora piccole strade che attraversano zone rurali dove si “respira” la Turchia più autentica e dove, per chi ne ha, è straordinario perdere del tempo per gustare a fondo le atmosfere mediterranee di questi angoli remoti di un paese in velocissimo sviluppo.
Seguendo a meridione si incontrano due dei più suggestivi ed importanti siti archeologici della Turchia: Bergama ed Efeso. Sì è vero, non siamo proprio sulla costa del Mar Egeo, ma qualunque viaggiatore che si appresta ad un viaggio in moto in Turchia, deve almeno sapere cosa c’è proprio lì, a pochi passi dal mare.

Bergama, ospita le rovine dell’antica Pergamo, antico centro culturale per greci e romani, famoso anche per il santuario di Asclepio mentre, più a sud, Efeso incanta chiunque abbia voglia di trascorrere un paio d’ore nel passato. Come un salto nel tempo, questo straordinario sito archeologico racconta della più importante città ionica dell’Anatolia; su tutti impressiona la Biblioteca di Celso e il teatro con oltre 24.000 posti a sedere! Un luogo che non può non essere visitato.
Ma la costa del Mar Egeo non è solo storia e cultura; scendendo a sud, nella provincia di Muğla, proprio sul Golfo di Gökova si trovano spiagge incantevoli, un mare splendido e tutto ciò che il meglio del turismo possa offrire nella zona. Tra locali notturni, discoteche, pachi acquatici, ristoranti, cocktail bar e chi più ne ha più ne metta, tra Bodrum e Marmaris, c’è l’imbarazzo della scelta e di sicuro non ci si annoia!
Itinerario 2: dal Castello di Cotone ai Camini delle Fate
Il cuore dell’Anatolia è vasto, enorme e ricco di moltissimi luoghi degni di essere visitati ed è difficile fare una selezione per cercare di raccontare i più suggestivi; ovviamente uno di questi è la leggendaria Cappadocia, la terra dei Camini delle Fate, la terra delle città sotterranee dall’orografia decisamente bizzarra. Ma anche la zona che la precede, provenendo da ponente è di sicuro interesse. I laghi (che nella lingua turca si chiamano Gölü) caratterizzano quest’angolo di Turchia e regalano paesaggi talvolta caraibici. Ma andiamo per gradi.
Lasciata la costa del Mar Egeo (vedi itinerario 1) in direzione est, si sale sull’Altopiano anatolico che ha riempito pagine e pagine dei sussidiari delle scuole medie: chi non ne ha mai sentito parlare? Sì, si sale di quota perché sennò che altopiano sarebbe?! Infatti dal livello del mare si arriva ai circa 350m di quota di Denizli, agli oltre 1000m di Isparta, dopodiché l’altitudine rimane costante man mano che ci si sposta verso levante.
Sempre cercando strade secondarie, per godersi ogni chilometro del nostro viaggio in moto in Turchia, un bellissimo itinerario è quello che unisce due luoghi straordinari: il Castello di Cotone, Pamukkale ai Camini delle Fate, la Cappadocia.
Pamukkale, che appunto in turco significa Castello di Cotone, è un luogo più unico che raro: il fenomeno che crea le candide formazioni calcaree è dovuto ad una profonda attività vulcanica che ha generato le fonti termali la cui acqua, emergendo, perde la maggior parte dell’anidride carbonica che unita all’abbassamento termico, genera spessi strati bianchi di calcare e travertino lungo la montagna. Gli antichi romani furono maestri nello sfruttare le terme ed il sito di Hierapolis ne è la più straordinaria testimonianza.

Da qui l’itinerario si perde fra le alture che conducono in una regione ricca di laghi: in particolare sono da segnalare il lago di Salda (Salda Gölü), quello di Burdur (Burdur Gölü) e quello di Yarışlı; ma i due giganti della zona sono il lago di Beyşehir e quello di Egirdir con la sua caratteristica penisola che ospita un piccolo villaggio e alcuni deliziosi ristoranti. Per dare un’idea della dimensione, entrambi i laghi sono ben più grandi del nostro lago di Garda.
La zona è scarsamente popolata, s’incontrano per lo più grandi villaggi e piccoli centro abitati, ma la densità è molto bassa e, da ciò che si osserva in sella alla moto, l’economia ha un carattere prevalentemente rurale; tutto questo però contrasta con l’immensa città di Konya che, con il suo milione di abitanti, appare quasi come un miraggio a chi la raggiunge da ovest. Un vero e proprio mare di edifici a perdita d’occhio che lascia basito anche il più navigato dei viaggiatori. Konya è una città assai antica, posta sulla direttrice principale che collegava Antiochia a Costantinopoli; la città è una delle più islamiche del paese ed è nota anche per il mausoleo di Mevlâna. Gialal al-Din Rumi, un sufi persiano noto anche come Mevlâna o Rumi che fu anche capo dei dervisci rotanti.

Siamo nella Turchia centro meridionale e la strada segue verso oriente, verso la meta di questo itinerario in moto che ci porta a scoprire ancora luoghi straordinari: uno di questi è il caravanserraglio di Sultanhani del XII secolo, esempio meraviglioso dello stile architettonico Selgiuchide, che si estende su una superficie di circa 5000 metri quadri.
Siamo ormai a pochi passi dall’arrivo, ma ancora un luogo attira la nostra attenzione, il Tuz Gölü, il grande lago salato che con i suoi riflessi di mille colori affascina da sempre chiunque si trovi a percorrerne le sue rive. La zona migliore per fermarsi è quella settentrionale, lungo la D750; quando il lago sembra prossimo a finire ecco che si osservano cromie che ben poco hanno a che fare con un lago e non si può che rimanere incantati davanti a questo spettacolo della natura!
Il cartello Nevşehir ci fa capire che siamo arrivati, la nostra meta è dietro l’angolo, ma più che una meta è l’inizio di un’avventura in una terra i cui aggettivi per descriverla si sprecano e non sono mai abbastanza calzanti per raccontarla. Famosa in tutto il mondo per i suoi paesaggi bizzarri noti come i “camini delle fate” (formazioni rocciose di tufo vulcanico), la Cappadocia è anche rinomata per le sue città sotterranee, come Derinkuyu e Kaymakli, scavate dai primi cristiani per sfuggire alle persecuzioni. Queste città labirintiche si estendono per chilometri sotto terra. Ci sono poi le bellissime chiese rupestri di Göreme, un sito patrimonio dell’UNESCO.
Un viaggio in moto in Cappadocia è un viaggio nel viaggio: una volta arrivati fin qui merita prendersi almeno un paio di giorni per girare tra i piccoli paesi di Uçhisar, Avanos, Ürgüp e Ortahisar, spingersi fino alla Valle di Ihlara e concedersi un volo in mongolfiera all’alba. In conclusione, questo itinerario collega due luoghi che possono definirsi onirici e che rimangono impressi nella memoria e nel cuore di ogni motociclista che decida di viaggiare in moto in Turchia.

Itinerario 3: La costa del Mar Nero
Con una estensione di quasi 1700km, la costa settentrionale della Turchia rimane ai margini dei classici itinerari turistici; anche se non particolarmente interessante da un punto di vista motociclistico, la regione ha molto da offrire. Percorrendola da ovest ad est, la prima parte rimane ancora nel continente europeo, è una zona rurale di scarso interesse che risente della vicinanza dello stretto del Bosforo e di Istanbul. Attraversato lo stretto si incontrano una serie interminabile di piccoli villaggi e cittadine che vivono sulle attività legate al mare ed in particolar modo al turismo balneare che qui trova innumerevoli spiagge. Sebbene il Mar Nero non si distingua per bellezza e balneabilità, le sue coste sono comunque prese d’assalto da migliaia di turchi.
La viabilità è, ormai da molti anni, in completo rifacimento e se il viaggio in moto che vogliamo fare, passa da queste parti, è bene sapere che le principali via di comunicazione sono o stanno per esserlo, in ottime condizioni.
Proseguendo il nostro cammino verso oriente, non possiamo perderci le seguenti località:
- Amasra;
- Sinope;
- Samsun;
Amasra, oggi centro portuale e di villeggiatura per le sue numerose spiagge, un tempo era nota con il nome di Amastri ed era famosa per la lavorazione del pregiatissimo legno di bosso proveniente dal vicino Monte Citoro. Una sosta in questo piccolo centro abitato può essere presa in considerazione prima di raggiungere Sinope.

Anche se di scarso interesse, la città di Sinope, sulla penisola di Boztepe è un luogo storicamente rilevante anche per la battaglia di Crimea del 1853, quando la flotta turca fu distrutta da una squadra navale russa. Anche se la pesca rimane una delle principali attività, quando transitiamo da queste parti in sella alle nostre moto, noteremo le sterminate coltivazioni di mais, lino e soprattutto tabacco che ti accompagnano fino ad una città simbolo della recente storia turca: Samsun, con oltre mezzo milione di abitanti, è infatti la città da cui si mossero i primi passi della guerra di indipendenza della Turchia o guerra di liberazione, il 19 maggio 1919 alla guida di Mustafa Kemal Atatürk.
Ancora con la prua ad est, oltrepassiamo il distretto di Unye, la piccola città di Ordu e raggiungiamo Trebisonda. Città dalla storia burrascosa e snodo importantissimo sulla via della seta, oggi è il più importante centro portuale del Mar Nero; brulicante di mille attività, Trebisonda è un luogo in cui parcheggiare la moto e perdere un po’ di tempo, anche un paio di giorni. Oltre alle vicissitudini storiche che l’hanno vista protagonista con l’impero di Trebisonda, nella città si possono ammirare decine di bellissime moschee, la splendida chiesa bizantina di Santa Sofia e le antiche mura, ma non te ne andare senza aver fatto due passi nell’antico bazar!
Da Trebisonda alla fine della costa turca del Mar Nero restano circa duecento chilometri fatti di tanti piccoli centri abitati lungo quella che, di fatto, è una sorta di autostrada che raggiunge la Georgia.
Ma prima di lasciare la città, prendiamoci ancora un po’ di tempo e andiamo verso sud; a circa 50 chilometri dal centro troviamo uno dei monasteri più affascinanti della Turchia, un luogo che merita d’essere visitato. Troveremo traffico e orde di turisti ma in sella alle moto non avremo grosse difficoltà. Il complesso monastico di Sumela, risalente al IV sec. è ubicato a circa 1100 metri di quota e consta di una chiesa, un ostello, una biblioteca oltre a varie sale studio e ad una fonte miracolosa venerata da cristiani e musulmani. Insomma, un luogo imperdibile!

Itinerario 4: L’Anatolia Orientale
Un percorso al di fuori della maggior parte delle rotte turistiche e mototuristiche, 1500 chilometri che, dal Monte Nemrut, raggiungono Sivas.
Lasciata la vetta della montagna sacra, dove si erge la discussa la tomba santuario del re Antioco I di Commagene, scendiamo nelle pianure di Diyarbakır per risalire le alture prospicenti il Lago di Van, dalle acque blu cobalto. L’immensa distesa d’acqua salata copre una superficie di oltre 3700 chilometri quadrati e Van è uno dei più grandi laghi endoreici (senza sbocchi) del mondo.

Una sosta possiamo programmarla nella piccola cittadina di Tatvan prima di proseguire costeggiando la costa meridionale e raggiungere Van, la più grande città della zona. Siamo nel cuore del Kurdistan turco, a parte questi centri abitati, il resto della zona è pressoché disabitata: i paesaggi sono straordinari e sterminati e il viaggio in moto in Turchia assume un aspetto del tutto insolito. Ci spingiamo verso nord, lungo il confine iraniano ed eccoci a Doğubeyazıt, ai piedi dell’imponente e leggendario Monte Ararat che dall’alto dei suoi 5165 metri di quota, domina l’intera regione. Vedere la sua vetta non è così semplice a causa delle nubi che molto spesso l’avvolgono, ma se siamo fortunati lo spettacolo è garantito.
Una visita al Palazzo di Ishak Pascià è d’obbligo prima di riprendere il cammino. Il palazzo è a pochi minuti dal centro della città e per la posizione dominante e la bellezza della sua struttura, è un luogo che merita una breve visita e dai cui si ammira, con un punto di vista differente, l’Ararat.

Seguiamo ancora a nord, lungo il confine armeno, teatro di battaglie furibonde e raggiungiamo Kars: la città è nota per le sue particolari architetture ma in particolare per il Trattato di Kars del 1921 con cui si sanciva l’amicizia tra la Turchia e le Repubbliche Socialiste di Armenia, Azerbaigian e Georgia con la partecipazione della Repubblica Sovietica Russa.
Il nostro itinerario volge decisamente a ponente, passiamo per Erzurum, città universitaria e sede di sport invernali super raggiungere Sivas, sede del primo parlamento turco e città simbolo per l’indipendenza della nazione.
Concludiamo questo itinerario avendo percorso strade poco trafficate e attraversato regioni e zone quasi disabitate; un viaggio in moto in Turchia può offrire anche queste varianti, lontane anni luce dai fasti di Istanbul e che ci fanno assaporare la vera e antica Anatolia.
Il Clima in Turchia
Per dimensioni e posizione geografica, il clima della Turchia è molto vario e soggetto anche a notevoli differenze; ma, senza entrare nei dettagli di ogni singola regione, possiamo cercare di fare una sintesi abbastanza precisa, in modo da avere le idee chiare se si decide di intraprendere un viaggio in moto in Turchia. Le macro zone che ci aiutano in questa trattazione sono:
- la regione costiera mediterranea;
- la costa del Mar Nero;
- la zona centro orientale.
Regione Costiera Mediterranea
Tutta la costa mediterranea, dallo Stretto dei Dardanelli fino ai confini con la Siria, poco a nord di Cipro, gode di un clima mitigato dal mare: gli inverni non sono così freddi e il caldo estivo è lenito dalle brezze marine.
Viaggiare in moto in queste zone è estremamente piacevole, soprattutto se si vanno a cercare gli itinerari che lambiscono il mare e che permettono, di tanto in tanto, una sosta per un tuffo estivo o un caffè al sole nel periodo invernale. Resta comunque il fatto che, nella stagione calda, le temperature salgono molto e, facilmente, si arriva a sfiorare i 40°C.
L’estensione delle coste mediterranee è notevole e si possono individuare due due sottozone; la prima dallo Stretto dei Dardanelli alla zona di Bodrum, la seconda che da Bodrum va verso levante e raggiunge i confini siriani. Climaticamente la prima è molto simile alla nostra Sicilia mentre la seconda offre temperature più alte unite ad un tasso di umidità notevole.
La Costa del Mar Nero
La costa del Mar Nero si estende da est a ovest per oltre 1100 km; dal confine con la Georgia alla Grecia il clima è mite ma, a differenza della zona mediterranea, qui il fattore pioggia non può essere sottovalutato. Questa zona è decisamente più piovosa del resto del paese, spesso con temporali e forti precipitazioni che si intensificano nel periodo autunnale. Se si decide di percorrere in moto questa regione, la pioggia è da tenere in considerazione più che in altre zone.
Zona Centro Orientale
Il centro della Turchia e tutta la zona del confine con l’Iran a levante e con la Siria a meridione, è caratterizzata da un clima pressoché continentale e più secco rispetto a quanto fin qui descritto.
Questa zona è occupata quasi per intero dall’altopiano anatolico, la cui altezza sul livello medio del mare si aggira quasi sempre oltre i 1000 metri di quota. Il mare, ben distante, non riesce a mitigare questa regione che è soggetta ad una elevata escursione termica stagionale e giornaliera. Dal caldo secco estivo si passa ad inverni rigidi con temperature spesso al di sotto dello zero e neve sulle cime più elevate: un paesaggio molto particolare da vedere in inverno è la Cappadocia quand’è ricoperta di neve: meglio non in moto…
Il caldo secco estivo è molto tollerabile e il fattore altitudine fa sì che il termometro non sia mai troppo severo con chi viaggia in moto in questa zona della Turchia.
Abbigliamento da Moto Adeguato
Quando si viaggia in moto in Turchia, come quando si viaggia in moto nel resto del mondo, è fondamentale indossare abbigliamento adeguato a garantire la sicurezza e il comfort durante il viaggio. Ovviamente la trattazione rischia di scivolare su informazioni banali, scontate e ormai ben note a qualsiasi motociclista; per questo motivo non ci dilungheremo troppo.
Ecco un breve vademecum di cosa è necessario:
- ovviamente un casco omologato, che sia comodo e già usato per altri viaggi. Partire con un casco appena comprato e mai utilizzato può essere un problema nel caso il casco, dopo qualche centinaio di chilometri, possa risultare scomodo;
- abbigliamento resistente alle intemperie. Data la varietà di condizioni climatiche appena descritte, porta con te giacca e pantalone resistenti all’acqua;
- stivali robusti con suole antiscivolo che offrono una migliore protezione per i piedi;
- guanti da moto con rinforzi alle nocche.
Inoltre, ricorda di indossare abbigliamento visibile e di utilizzare dispositivi di protezione come paraschiena e gomitiere per una maggiore sicurezza. La sicurezza è fondamentale quando si viaggia in moto, quindi investi in attrezzatura di qualità e assicurati di essere preparato per le condizioni del viaggio.
Con questi itinerari, i consigli sull’abbigliamento e le note sul clima, sei pronto per vivere un’avventura in moto indimenticabile in Turchia. Esplora paesaggi mozzafiato, scopri antiche culture e assapora la cucina locale mentre attraversi questo affascinante paese. Buon viaggio!

