2020: l’anno che ricorderemo tra viaggi in moto e restrizioni

La memoria farà fatica ad accantonare un anno come quello che stiamo attraversando e che è prossimo al termine. Sarà difficile dimenticare tutto ciò che siamo costretti a vivere e che ha stravolto la vita di tutti. Ma la mente, nella maggior parte dei casi, tende a rimuovere i momenti difficili per lasciar spazio ai ricordi piacevoli del nostro passato, recente e remoto.

Il mondo del turismo ha subìto un gigantesco ed epocale stop a livello globale; dai più grandi tour operator alle compagnie aeree nazionali e non, tutto si è fermato nel giro di poche, pochissime settimane come in uno di quei catastrofici film di Hollywood: ma non è un film.

La realtà è quella che stiamo vivendo tutti noi, giorno dopo giorno, sulla nostra pelle una realtà che non ci saremmo mai immaginati.

Nel nostro piccolo mondo di viaggi in moto, il 2020 era iniziato molto bene: appena rientrati dai viaggi di capodanno in Marocco e Tunisia, eravamo di nuovo in nord Africa a febbraio e avevamo già moltissime partenze in programma per tutto il 2020. A gennaio avevamo confermato:

  • 2 partenze per la Turchia;
  • 3 partenze per il Marocco;
  • 1 partenza per la Patagonia;
  • 4 partenze per la Tunisia;
  • 2 partenze per la Toscana.

Il nostro ultimo viaggio è rientrato in Italia il 22 febbraio, pochi giorni prima dell’inizio del lockdown totale che ci ha proiettato in una vita di restrizioni impensabili fino a qualche ora prima.

Sulle prime sembravamo in mezzo ad un ring con Mike Tyson che non risparmiava ganci, montanti, jab e diretti ma non abbiamo perso l’ottimismo e la voglia di andare avanti. Le prospettive per tutte le nostre destinazioni estere erano davvero scarse e seriamente compromesse, così abbiamo utilizzato la nostra esperienza per ampliare l’offerta inserendo nuovi itinerari in Italia.

Ogni componente dello staff ha recuperato i propri diari di viaggio, le proprie tracce GPS e quanto potesse essere necessario per costruire nuove idee di viaggi in moto attraverso la nostra bellissima penisola. Sono state settimane intense, divertenti e stimolanti e, date le restrizioni, anche noi ci siamo affacciati al “fantastico” mondo dello smart working.

Ecco che sono nati nuovi itinerari come “il Centro in tavola”: 10 giorni alla scoperta del centro Italia e delle sue peculiarità eno-gastronomiche. Un viaggio tra le DOP, le IGP, le DOC e le DOCG tutte sigle che nascondono un mondo fantastico, interessante ed estremamente goloso.

Il lavoro si è anche focalizzato su appuntamenti motociclistici più brevi ed ecco che, a fianco dell’ormai tradizionale Convivio, sono stati inseriti una serie di weekend in moto che ci hanno dato non poche soddisfazioni:

Ma in tutto questo ci mancava qualcosa; mancava quell’appuntamento estivo che è sempre stato un punto di riferimento sia per noi, sia per tutti coloro che riservano all’estate il momento in cui viaggiare a lungo in sella alla propria moto.

L’unione e l’analisi di tutte le nostre esperienze aveva un denominatore comune: uno o più laghi incontrati, visitati o casualmente costeggiati nei tanti giri in moto che avevamo fatto negli anni passati. Ecco che a fine febbraio prende forma l’idea del Mille Laghi che si concretizza poi a marzo con la pubblicazione del programma definitivo. La linea immaginaria che unisce la maggior parte degli specchi d’acqua del centro sud Italia, è l’ossatura di questo bellissimo viaggio in moto che scorre attraverso quella che ci piace definire l’Italia Minore; un’Italia fatta di strade secondarie e località dimenticate o quasi dal grande meccanismo del turismo.

Eravamo elettrizzati da questo nuovo viaggio su cui avevamo speso ore ed ore di lavoro, ma la questione pandemica continuava a lanciare lunghe ombre… tuttavia a primavera, quando la morsa del lockdown si è allentata, l’interesse per il viaggio ha iniziato a far capolino e nel giro di poche settimane avevamo esaurito i posti disponibili. Nonostante il periodo difficile, in Italia ad agosto tutti gli hotel di ogni ordine e grado erano pieni e trovare disponibilità per circa 20 persone non è stato poi così semplice.

Abbiamo ripercorso e rispolverato vecchi itinerari facendo scoprire, a chi era in viaggio con noi, la bellezza del nostro paese fatta di realtà tanto piccole quanto affascinanti; abbiamo deliberatamente tagliato fuori i luoghi più famosi preferendo quelle situazioni che vivono con un turismo marginale ma che hanno un carattere forte, una dignità rara e che ci hanno accolto con un’ospitalità d’altri tempi. Il viaggio in moto è stata un’esperienza da ricordare a lungo sia per noi organizzatori sia per chi c’era e sicuramente è un appuntamento da ripetere e affiancare alle mete estive quali Namibia, Turchia, Balcani, ecc.

Anche l’inizio dell’estate è stato un bel periodo se paragonato a ciò che stavamo vivendo: la due giorni con tutti gli amici di Piacenza e gli stoici Antonio ed Enzo, è stata come una liberazione dopo i mesi chiusi in casa. La voglia di rivedersi, dopo aver trascorso insieme un bellissimo viaggio in moto in Tunisia, era tanta e il piacere di trascorrere poche ore insieme ha fatto capire a tutti che quello in nord Africa non era stato solo un rapporto organizzatore-cliente; ci siamo ritrovati come vecchi amici accomunati dalla grande passione di viaggiare e di condividere non solo la strada.

Nel frattempo tutti i programmi dei fine settimana cominciavano a destare interesse ed ecco che a luglio uno squadrone di Harley Davidson capitanato dal grande Mauro, “atterra” da Manuela, in Val d’Orcia dove, con la collaborazione di Qua e Là Cucinando, abbiamo trascorso un weekend da segnare sul calendario e sugli annali del mototurismo. Lo splendido casale cinquecentesco nel cuore della valle è stato il palcoscenico di tre giorni memorabili per noi e per tutti i partecipanti.

I programmi per l’autunno erano molti ma l’annunciata seconda ondata del virus è arrivata inesorabile; abbiamo appena fatto in tempo a fare l’Eroica e poi a colpi di DPCM tutti i nostri programmi sono stati, giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, cancellati.

Ad un mese e mezzo dalla fine di questo anno travagliato, la situazione è tornata ad essere più o meno quella di marzo e senza ombra di dubbio stiamo attraversando un periodo molto difficile, che non lascia spazio a prospettive nel breve-medio termine. Le restrizioni da una parte e la legittima cautela di ognuno di noi nei confronti del virus, fanno si che il viaggio in moto, lungo o corto che sia, rimanga una delle ultime esigenze e degli ultimi pensieri. Anche a livello internazionale la situazione è molto simile a quella che viviamo in Italia; grazie ad una stretta corrispondenza con i collaboratori dei paesi con cui lavoriamo da anni, ci arrivano ogni settimana notizie sempre aggiornate e puntuali:

  • in Tibet tutto pare tornato alla normalità ma la cautela è altissima così come le fortissime restrizioni per tutti coloro che hanno intenzione di recarvisi;
  • in Namibia hanno vissuto e stanno vivendo la pandemia con i nostri stessi ritmi ma con numeri decisamente inferiori. Le restrizioni ci sono ma sono meno limitanti anche se l’attenzione è altissima;
  • le notizie dal sud America (Cile e Argentina) sono abbastanza sconfortanti in quanto la pandemia sta colpendo molto duramente e nel loro inverno australe (la nostra estate) la situazione era davvero pesante;
  • come per il Sud, anche in centro America, in particolare in Colombia, sono tutti in grande difficoltà e nelle regioni più rurali del paese il virus la sta facendo da padrone mentre l’apparato governativo non riesce a supportare economicamente le attività produttive;
  • in tutto il nord Africa le notizie sono quelle che ci arrivano dai media e dalla carta stampata. In generale la situazione è pressappoco come da noi, anche se vi sono molti governatorati della Tunisia e alcune regioni del Marocco che restano a basso, bassissimo tasso di contagio sin dall’inizio della pandemia.

Tutto il mondo del mototurismo, dei viaggi in moto organizzati e non è in grossa crisi e tutti facciamo una gran fatica a rimanere in piedi dopo l’incontro sul ring di cui si parlava all’inizio. La speranza di una soluzione legata ad un vaccino si sta concretizzando ogni giorno sempre di più, ma ciò che preoccupa sono i tempi con cui questa soluzione sarà alla portata di tutti e, soprattutto, i tempi per ammortizzare lo “stop” forzato a cui siamo costretti da fine febbraio.

Una crisi economica così capillare ha fatto e farà precipitare la possibilità di viaggiare in moto all’ultimo posto ma noi non perdiamo l’ottimismo e, come in primavera, ci rimbocchiamo le maniche per preparare nuovi itinerari in moto affinché, alla fine del tunnel, saremo pronti per offrire tutti quei servizi e quella professionalità che ci è stata riconosciuta da molti di voi.

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